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Quando non si accetta il rifiuto


 

Ellie Gould, studentessa appassionata di cavalli, conosceva il suo assassino Thomas Griffiths da tantissimo tempo ed erano molto amici. Lui le aveva quindi proposto di cambiare quel tipo di relazione, le aveva chiesto di diventare la sua ragazza. Lei invece aveva altri piani per la testa e gli avrebbe detto che al momento era troppo impegnata con l'ippica e con la scuola, oltre al lavoro come cameriera nel weekend, non avrebbe mai potuto coltivare una relazione. Il rifiuto lo ha distrutto e lo ha spinto al brutale gesto.”

Sono molto ricorrenti queste tragiche notizie. Qualcuno dice che sono figlie dei tempi che stiamo vivendo. Certamente, alla base c’è una distorsione nella crescita emotiva di chi compie questi atti terribili poiché mostra l’assenza di una pur minima consapevolezza delle proprie azioni.

Implorare una relazione non è salutare per il proprio spirito. La grandezza del senso umano si sbriciola, il benessere emotivo si perde, il rispetto di sé scompare.

Una relazione sana deve basarsi sul rispetto reciproco; deve essere ispirata da un interesse condiviso che coinvolge e impegna entrambi gli attori della relazione.

Se una persona deve "implorare" l'altra per mantenerla, significa che c'è uno squilibrio di potere. Il partner che viene implorato potrebbe restare per senso di colpa o pietà, non per amore genuino, portando a una relazione insoddisfacente e instabile.

Implorare qualcuno di restare implica mettere i propri bisogni e valori in secondo piano. Questo mina la dignità personale e alimenta un ciclo di dipendenza emotiva, dove si cerca validazione esterna invece di coltivare la fiducia in sé stessi.

L'amore non può essere forzato o negoziato. Se una persona vuole andarsene, insistere per trattenerla spesso peggiora la situazione, generando risentimento o disinteresse. Le relazioni funzionano solo quando entrambi scelgono liberamente di impegnarsi.
Pregare qualcuno alimenta ansia, stress e senso di impotenza. Può portare a trascurare segnali di comportamenti tossici (cioè, mancanza di rispetto, tradimenti) pur di "salvare" la relazione, danneggiando ulteriormente il proprio benessere emotivo.

Concentrarsi su una relazione che non funziona distoglie energie da altre aree della vita (lavoro, amicizie, crescita personale) e impedisce di incontrare persone più compatibili, pronte a investire nella relazione senza esitazioni.

Cosa fare invece?

Semplicemente, accettare la realtà**. Se qualcuno non vuole restare, rispetta la sua scelta. Una relazione a senso unico non è sostenibile. Dopotutto, il mondo non si ferma.

Intanto, puoi lavorare su te stesso/a, investendo in autostima e cura della persona.

Se qualcuno ti valorizza non ti farà mai sentire di dover "implorare".

Quando senti che la relazione non funziona, comunica con onestà i problemi. Esprimi i tuoi bisogni apertamente, ma se l'altro non è disposto a collaborare, devi lasciarla andare poiché non è la persona giusta.

L'amore vero non richiede suppliche ... cerca connessioni in quanto entrambi gli amanti si sono liberamente scelti.

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