Passa ai contenuti principali

L'illegalità come realtà possibile


Comportarsi male nelle relazioni e in generale nella società, determina un doppio danno: rende infelice l’altra parte e crea l’abitudine al non-rispetto e all’illegalità

Ecco un bel esempio di modi di essere che ci sorprende … a causa della cattiva abitudine diventata realtà possibile.

Un turista italiano entrò in una stazione della metro a Stoccolma, capitale della Svezia. Lì, notò che, tra i tornelli di accesso normali e comuni, ce n’era uno che dava il libero passaggio. Chiese allora alla venditrice di biglietti perché in quel tornello si consentisse di passare liberamente senza guardia giurata nelle vicinanze.

La signora gli spiegò che era destinato a persone che, per qualche motivo, non avevano soldi per pagare il biglietto. Lui rimase incredulo, e non poté non farle la domanda che, per lui, era ovvia:

"E se la persona avesse i soldi ma semplicemente non volesse pagare?"

La bigliettaia con un sorriso di sorprendente purezza gli rispose:

"Ma perché dovrebbe farlo?"

Incapace di rispondere, il turista pagò il biglietto ed è andò al tornello, seguito da una folla che aveva regolarmente pagato il biglietto.

Il tornello libero fu lasciato vuoto.

L’onestà è uno dei valori più liberatori che un popolo possa avere. Un’azienda che riesce a trasformare questo valore in qualcosa di naturale si trova senza dubbio in uno stato di maggiore sviluppo. Questa è educazione… Coltivate questo valore e trasmettetelo ai vostri figli, nipoti, studenti, società.

Il tuo mondo cambia quando cambi tu. Non usiamo pratiche fraudolente, misfatti, corruzione.

Non facciamo ad altri ciò che non vorremmo altri facessero a noi.

Facciamo dell’onestà e della buona fede un’abitudine... un modo di essere.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Lo sguardo nel tempo della filosofia

Questo non è un manuale, né una cronologia della filosofia.   È un invito. Un invito a pensare senza rete, a incontrare gli autori nel disordine vivo delle idee senza la mappa sicura della storia a guidare il cammino. I saggi che seguono non sono disposti in ordine cronologico: volutamente.  Non si parte dall’antichità per arrivare ai giorni nostri.   Qui si entra in un dialogo che salta nel tempo, che lega in modo inatteso voci lontane, che accosta domande di oggi a risposte di ieri e viceversa. Questo perché la filosofia quando è autentica, non invecchia e non si lascia classificare. Non è una sequenza, ma un’intuizione che torna, un’urgenza che si ripete, una scintilla che si riaccende anche dopo secoli; è lo sguardo che si muove liberamente attraverso il tempo senza esserne prigioniero. Qui la filosofia è un incontro e un urto; è ascolto e spiazzamento. È un tempo che non si misura, ma si abita. Ogni autore trattato è un ritaglio di questo sguardo nel tempo: uno sguar...

Michel Foucault, il filosofo più cercato sulla rete

Secondo una recente analisi, Michel Foucault ha 1,42 milioni di citazioni su Google Scholar, circa il 75% in più di qualsiasi altro autore nella storia. Questo significa che, a oggi, solo la Bibbia ha avuto un impatto maggiore di Foucault nel plasmare la società e la cultura occidentale. Oppure, se consideriamo la cosa a livello individuale, si può a ragione affermare che Michel Foucault sia la persona più influente nella storia della civiltà moderna. Ma perché? Beh, diciamo solo che non è dovuto al fatto che fosse di facile lettura. Le sue idee possono spesso essere eccessivamente astratte e un po' dense. E soprattutto, non è stato lo scrittore più prolifico. Ad esempio, Noam Chomsky, che è praticamente una divinità nel campo della linguistica, ha scritto o contribuito a oltre 1.100 opere pubblicate, mentre i contributi di Foucault ammontano a poco più di 400. E a conti fatti, questo è praticamente meno della metà del totale di Chompsky. Ma l'ironia è che il numero di ...

Etica jonasiana dell'intelligenza artificiale

 Hans Jonas (1903-1993) è stato un filosofo eccezionalmente perspicace e lungimirante. La sua opera, "L'imperativo della responsabilità", pubblicata nel 1979, affronta questioni etiche che rimangono di straordinaria attualità ancora oggi, al punto che l'intera opera appare spesso profetica. Forte critico dello sviluppo tecnologico in generale e delle biotecnologie in particolare, Jonas non visse abbastanza a lungo per assistere al boom dell'intelligenza artificiale. Ma quale sarebbe stata la sua posizione al riguardo? La riflessione di Jonas parte dalla consapevolezza di un cambiamento nel rapporto uomo-tecnologia nell'era contemporanea. La tecnologia, un tempo un mero strumento nelle mani dell'uomo per raggiungere obiettivi specifici, ora incarna essa stessa un fine intrinseco: la dinamica tecnologica è autoalimentante; non ha alcuno scopo al di fuori di sé. L'eccessiva fiducia nel "mito prometeico" della tecnologia, l'impegno totale e i...